Pochi chilometri quadrati di territorio, offrono tutte le caratteristiche morfologiche e naturali esistenti in natura. Dalla vetta più alta degli iblei, Monte Lauro, si degrada pian piano verso l’azzurro del Mediterraneo.

E la discesa verso il mare, incontra tutte le più straordinarie forme di territorio.

Un dolce declivio pedemontano, che interrotto da enormi fratture della roccia ha dato luogo a valli fluviali, a volte ripide e scoscese, a volte dai morbidi pendii.

Sul letto di quei fiumi, una volta navigabili dalle navi dei greci che dall’antica Kamarina si addentravano nel territorio, oggi scorrono le acque di torrenti, fresche e chiare. Un bacino di raccolta delle acque ha dato vita ad una delle più importanti dighe del territorio siciliano: la Diga di Santa Rosalia.

E da lì, scendendo verso sud ovest, colline verdi, coltivate a volte a vigneti, a volte ad uliveti: immancabile poi, la presenza del più atavico dei nostri alberi, il carrubo.

E sotto il tavolato calcareo, profondamente inciso dai canyon, si nascondono grotte naturali, nate dal lento ed incessante scavare dell’acqua, che portano nel cuore incredibili forme carsiche; ed ancora grotte antropiche, rifugio dei primi abitanti di queste terre e poi luoghi di recupero di quella duttile roccia che, utilizzata per costruire case e città, è diventata simbolo di un’arte scalpellina unica nel suo genere.

E poi ancora più giù, dietro colline che cambiano colore con il passare delle stagioni, tutto il territorio si perde nell’infinito del mare più antico del mondo: il Mediterraneo, che per oltre 50 km di costa accarezza le sponde di questa provincia, lasciando i suoi flutti, a volte su spiagge dorate di sabbia fine, quasi impalpabile, a volte su falesie di quella roccia, che rude nell’aspetto, si sdraia delicatamente su questo mare.

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