Tra i due fiumi più occidentali della provincia, l’Ippari ed il Dirillo, si estende l’antica Plaga Mesopotamica Iblea, territorio fertilissimo, già coltivato dai Greci e dai Romani con viti da mosto. Proprio questi ultimi, già nel 138 a.C. esportavano il vino “Mesopotamio” fino a Pompei; non solo, avevano creato numerose vie del vino che si dipartivano per tutto l’impero Romano da questo lembo meridionale della Sicilia.

La cultura della vite, fu così importante per il territorio ibleo, che la sua coltivazione non si limitò a questa fascia di pianura costiera, ma si estese su tutto il tessuto pedemontano e collinare.

Rampicante robusto e contorto, incredibilmente radicato su ogni tipo di terreno, la vite da mosto pian piano prese il sopravvento su altre coltivazioni. Grappoli di colore blu, si mescolano, come in una tavolozza di colore con il verde intenso delle pampini, foglie dalle forme incredibili che riescono ad essere utilizzate anche in cucina.

Raffinate tecniche di vinificazione poi, portarono alla creazione di un eccezionale vino, unico nel suo genere, nato dall’incontro tra le uve Frappato e quelle di Nero D’Avola: il Cerasuolo di Vittoria DOCG.

Degustare questo vino sarà come un viaggio nel tempo: pronti a partire?

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