aromi

erbe aromatiche

Nascono spontanee su tutto il territorio, ai bordi di un muretto a secco, sulle rocce bianche e calcaree, dentro una “ciusa”, ai lati di un torrente; si dividono le stagioni, e spuntano così, da un giorno all’altro, svegliandosi da un inverno mai troppo rigido o colorandosi di vita al primo tepore d’aprile.

Sono le erbe alimurgiche, quelle che per secoli hanno sfamato i viandanti, o hanno accompagnato il desco dei massari. Erano le erbe dei poveri: non c’era bisogno di denaro per comprarle, ma solo del tempo per raccoglierle.

E trovavano posto in tutti i piatti della cucina contadina.

Dal principe degli aromi, il Cappero, che colorava con i suoi splendidi fiori la pietra, agli Asparagi selvatici, steli irti, figli di una madre gelosa e spinosa, ma con un sapore straordinario.

I Lassini, condimento di primi piatti, il cui gusto leggermente amarognolo chiedeva una bella manciata di caciocavallo ragusano; e poi ancora la Salvia che accompagna l’arrosto della Domenica, l’Alloro che dava intensità al sugo di maiale. E sulle olive schiacciate e condite non poteva mai mancare la Mentuccia e l’Origano.

Tantissime e varie le erbe spontanee che fanno parte del tessuto agricolo della nostra terra.
Passeggiando e raccogliendole, sarà un momento unico di fusione tra l’uomo e quel prodotto che la terra, senza nulla chiedere in cambio, gli dona. Più magico di così?

aromi_1JPG
aromi_2
TOP