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La Sicilia non può prescindere dai dolci: creati sin dall’antichità, quando già i greci di Kamarina, di Segesta ed Agrigento, solevano addolcire le pietanze con il miele degli Iblei, fu soltanto nel IX secolo che le specialità dolciarie ebbero un fortissimo exploit.

Proprio in quel periodo infatti, gli arabi colonizzatori iniziarono a coltivare la canna da zucchero in Sicilia: la scoperta di questo innovativo ingrediente che sostituiva egregiamente il miele e che aveva proprietà chimico – fisiche molto più duttili, portò i siciliani a perfezionare quella cultura dolciaria che gli invasori mediorientali ci stavano insegnando.

Dalla cassata di ricotta, alla pasta di mandorla, utilizzata fino ai giorni nostri in piccole ma perfette riproduzioni di frutta colorata e nei morbidissimi “fiocchi di neve”; dal miele, mandorle e buccia d’arancia come ripieno di deliziosi biscotti, alla “giuggiulena” o “cobbaita” croccante di sesamo, mandorle, miele e scorzette d’arancia. Ed ancora i Cannoli Siciliani, dolce conosciuto in tutto il mondo ed inimitabile fuori dal territorio d’origine.

La fantasia dei siciliani si arricchisce anche delle necessità: si racconta di uno dei dolci più “stravaganti” della Sicilia, gli ‘Mpanatigghi. Piccole cassatine con un ripieno di carne e cioccolato. Soleva essere preparata dalle suore di un convento modicano, durante il periodo della Quaresima (quando era proibito mangiare carne) per dare maggior nutrimento ai padri predicatori senza che questi si accorgessero di commettere peccato!

Poco importa se l’aneddoto sia vero o frutto di un mito: importa solo che la bontà di questi straordinari dolcetti si reitera quotidianamente tra le mani di artigiani dolciari. A noi tocca solo… gustarli!

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