testaSan Giorgio Cavaliere e San Giovanni Battista, sono entrambi i patroni di Ragusa. Perché? Per rispondere alla domanda bisogna fare un passo indietro: 1693, anno del tremendo terremoto che sconvolse l’intera Sicilia orientale, la città di Ragusa era composta solamente del quartiere barocco di Ibla mentre tutta la restante parte che poi si distinguerà in Ragusa Superiore non esisteva. A quei tempi il patrono era San Giorgio e la chiesa a lui dedicata si trovava presso i Giardini Iblei, dove ancora oggi è possibile ammirare il famoso portale della vecchia chiesa.

Con i lavori di ricostruzione si decise di dar vita a una nuova città, costruita  in una posizione più alta rispetto al quartiere storico, una nuova chiesa e un nuovo patrono, San Giovanni.

Quindi oggi, ci troviamo un nucleo più antico, Ragusa Ibla, nella parte orientale della città, molto suggestivo per l’atmosfera in cui è immerso: vicoli, stradine tortuose, monumenti con vedute sui valloni sottostanti, e la parte moderna occidentale, costruita interamente dopo il terremoto. In riferimento a questa distinzione ne deriva che il patrono di Ragusa non è unico: San Giorgio cavaliere viene venerato a oriente, mentre San Giovanni Battista a  Ragusa superiore.

processione-1000x5601Nell’iconografia popolare San Giorgio è rappresentato a cavallo mentre indossa l’armatura e ai suoi piedi c’è il drago, contro cui scaglia la sua lancia. Secondo una credenza popolare, per ottenere la grazia dal Santo, lo si deve invocare con la seguente orazione:

Giorgiu cavaleri,
vui a cavaddu e iu a peri,
vui ch’andasti a lu livanti
chi vinisti a lu punenti,
sta grazia m’ati a fari
tempu un nenti.

San Giorgio cavaliere, voi a cavallo e io a piedi, voi che siete andato a levante, che siete venuto a ponente, questa grazia mi dovete fare in tempo breve. Sempre secondo la credenza popolare, se la notte si sogna un uomo a cavallo significa che il Santo ha concesso la grazia.

Il patrono di Ragusa Ibla si festeggia nell’ultima domenica di maggio quando i devoti, recano in chiesa due cucciddati (due grandi pani a forma di corona) per farli benedire e distribuirli, a festa conclusa, gli agricoltori che li sminuzzeranno nei campi seminati per auspicare un buon raccolto. Oltre a questo rito propiziatorio la  tradizione popolare e folkloristica mette in scena, la festa dei fuochi pirotecnici, della ballata del santo e degli spettacoli musicali.

giovanniGiovanni Battista, patrono di Ragusa superiore, viene celebrato il 29 agosto, data del suo martirio. I solenni festeggiamenti hanno inizio il 19 agosto con l’apertura della nicchia del Santo e la traslazione del simulacro. Nei giorni a seguire si succedono varie manifestazioni culturali, artistiche e sportive, sino alla conclusione della principale festa di popolo, con la città che si stringe intorno al suo Santo con una chilometrica processione di ceri, il cui retaggio potrebbe essere riconducibile alla luminaria che aveva luogo durante il XVII secolo ad Ibla.

Curiose risultano le superstizioni e i riti legati alla vigilia di questo giorno: per esempio nel ragusano molto tempo fa era usanza mangiare alla vigilia della festa nove pietanze diverse e nove specie di frutta fresca, perché si credeva importante rispettare il multiplo del numero tre. Altri riti consistevano nell’accendere alla vigilia della festa dei falò, i cosiddetti “fuochi di san Giovanni”, attorno ai quali i ragazzi si radunavano per danzare e saltare.

San Giorgio e San Giovanni sono rivali e in passato il malcontento fra le due opposte fazioni (quella dei sangiorgiani e quella dei sangiovannari) provocava disordini così difficili da gestire, che il momento della festa si trasformava in un eccesso di furore popolare. Negli ultimi decenni queste lotte campanilistiche si sono placate e i due patroni si scambiano le visite da una chiesa all’altra nei due giorni di festa.

piede