testaLa masseria è una tipica e straordinaria costruzione rurale, simbolo e monumento della civiltà contadina. Espressione di un’organizzazione geo-economica legata al latifondo, consolidatosi al sud nelle forme feudali della grande proprietà indivisa, possedute prima dai signori feudali ed ecclesiastici ed accaparrate poi dalla borghesia meridionale. La grande proprietà terriera alimentava le rendite delle classi aristocratiche e della borghesia.

Erano delle grandi aziende agricole abitate, a volte, anche dDSC_6452ai proprietari terrieri, ma la grande costruzione rurale comprendeva pure gli alloggi dei contadini, in certe zone anche solo stagionali, le stalle, i depositi per foraggi e i raccolti. Nella zona del ragusano, è possibile incontrare tali costruzioni di notevole volume ed estensione per lo più in abbandono ma a volte restaurate e riutilizzate come aziende agrituristiche.

La massa compatta di tali edifici più o meno complessi, più o meno conservati nell’assetto originario, segna il paesaggio rurale siciliano in maniera significativa, tanto più che la stessa funzione di controllo al centro del feudo le determina spesso un’ubicazione isolata e baricentrica nel territorio.

Con il termine masseria si vuole significare perciò, una dimora rurale di campagna, basata prevalentemente sulla granicoltura e sull’allevamento. In questo senso, largamente diffuso tra i contadini e i piccoli proprietari o affittuari o coloni, qualunque tipo di dimora rurale può essere designata come masseria, a prescindere dalla sua forma o costruzione edile.DSC_1239

Gli stipiti delle porte e delle finestre, gli archi, le soglie ed i basolati, sono di calcare duro; il resto della muratura è di calcare tenero, il cui colore varia dal giallo chiarissimo al grigio. Queste costruzioni sono realizzate a secco, senza malta e senza intonaco da esperti operai contadini; gli stessi che costruiscono i muretti ed i terrazzamenti. I muretti regolano le alternanze, recingono gli orti e i porcilai, proteggono i giovani carrubi, contengono gli argini dei torrenti e nei terrazzamenti. Essendo la maggior parte del territorio ibleo formato da rocce calcaree, i materiali più largamente usati in edilizia come elemento primario sono: la  “pietra di Modica ” nota per le qualità di maggiore durezza, e la ” pietra di Siracusa “, molto più tenera e meno lavorabile.

La masseria comprendeva una costruzione di tipo chiuso verso l’esterno e con le aperture tutte rivolte all’interno della corte o del grande cortile. Le stesse mura perimetrali, senza aperture, facevano da protezione contro intrusi e malintenzionati, permettendo anche una difesa eventuale contro assalti. Una portDSC_3465a grande d’ingresso sbarrata da un robusto portone permetteva l’accesso al grande cortile anche alle carrozze e ai carriaggi da trasporto. All’interno del cortile erano anche le stalle per i cavalli o per i muli nonché i locali per polli, conigli e volatili vari di allevamento. Altri locali servivano per il deposito degli attrezzi da lavoro e come ricovero delle carrozze padronali. Era, quindi, una fattoria ed un fortino tendenzialmente chiuso verso l’interno con un’unica porta d’accesso e rare aperture verso la campagna circostante.

L’importanza di una masseria era segnata dalla presenza della chiesa che aveva come punto di riferimento l’ampio cortile interno, il baglio, lastricato in pietra calcarea, detto “u bagghiu”, dove si svolgeva la vita all’aperto. La DSC_9889casa del massaro, si componeva di tre stanze: una d’ingresso, dove si svolgeva tutta la vita quotidiana; un’altra con il forno a legna, con uno spazio per fare la ricotta con la tannura, un focolare a carbone sempre acceso usato sia per riscaldare che per cucinare; una camera da letto.

Il proprietario si riservava un appartamento ben distinto del complesso.

Alla sera la vita nella masseria piombava nel fitto buio, soltanto la luna, nuvole permettendo, poteva regalare un po’ di chiarore. La sera, consumata la cena, non restava che andare a letto. Gli uomini, stanchi dal lavoro manuale, si coricavano prima delle signore che rimanevano alzate per terminare le faccende domestiche.

Le masserie oggi, sono le “perle” del territorio ibleo che attirano un raffinato turismo anche internazionale rappresentando uno degli elementi tipici del paesaggio ragusano, per il ruolo storico, come elemento significante d’architettura e trasformazione del territorio.

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