testaChi è Giovanni, detto Nanni Di Falco?È una guida ambientale escursionistica che propone visite al territorio a piedi…”

Così inizia questa bellissima giornata, con il sole invernale a picco sul verde dei prati e una temperatura di 15° che rende piacevole passeggiare con gli scarponi da trekking nel mezzo del territorio ibleo tra gli altipiani e le cave.  Ai suoi turisti Vacanzesicilaineinfattoria propone la scoperta degli itinerari escursionistici della Compagnia dei Cammini, un’associazione nazionale che lavora per diffondere la cultura del camminare e invita a scoprire dal punto di vista naturalistico ed escursionistico un mondo a parte ricco di colori e atmosfere tipiche della vita della valle iblea.  Accompagnati da una delle più esperte guide ambientali escursionistiche della Sicilia, ci inerpichiamo tra salite rocciose e sentieri nascosti dalla bellezza inaspettata.DSC_5278

Nanni  ha scelto Cava d’Ispica come seconda casa, ha ricostruito un accogliente rifugio e ha fatto della sua passione una professione. ” L’approccio a piedi è quello migliore perchè ti dona il tempo ci spiega – di poter captare e percepire cose che in altro modo non si possono percepire. Camminare a piedi è il modo più completo per conoscere un territorio e io sono un operatore turistico in questo senso”.

Il fisico asciutto risultato dell’attività sportiva, lo sguardo dolce di chi scruta spesso l’orizzonte e la pacatezza quasi ascetica dovuta al contatto con la natura incontaminata, ci coinvolge e rende più facile comprendere come la sua scelta di vita sia carica di saggezza e pace interiore.  E noi, moderni e tecnologici uomini, ci affianchiamo al suo passo e piano piano veniamo travolti da luoghi sconosciuti e ricchi di testimonianze passate. Anche noi affascinati dalla natura e dalle parole di Nanni ci lasciamo andare e ritroviamo nel silenzio che ci circonda le vere motivazioni di questo benessere mentale.

” Abbiamo la Sicilia con il suo immenso patrimonio artistico, culturale, antropologico, ma anche naturalistico che è molto sottovalutato. Secondo me – prosegue Nanni – conoscerlo è un arricchimento e la sua fruizione non si può fare in altro modo, a piedi. Non è altro che completare il cerchio della vita.  Io campo e lavoro in questo settore da tantissimo tempo. Ho un passato all’interno di una fabbrica chimica, lavoravo all’Eni e questa esperienza è stata la molla per chiudere con quel modo alienante di vivere ritmi e  sfruttamento, che non mi piaceva per nulla, e fortunatamente trovare uno sfogo nella mia passione.  In un’epoca, parlo degli anni ’90  dove tutto ciò, era considerato fantascienza. Nel ’97 sono riuscito a portare qui i primi turisti e da aDSC_5415llora mi ritengo felice e privilegiato perchè vengo negli stessi posti dove sono nato, centinaia e migliaia di volte con persone sempre diverse e ogni persona mi regala una condivisione diversa del territorio, mio”.

Ci vuole anche coraggio?

” Di questi tempi, secondo me, se ti piace vivere, devi inventarti qualcosa, e basta semplicemente guardarsi attorno per trovare lo stimolo.  Abbiamo tutte queste bellezze ed è stupido non notarle. Per questo voglio offrire un turismo alternativo, perchè la gente se ne renda conto. E sai qual è la cosa incredibile? – sorride, mentre aggiunge con una punta d’orgoglio – Il turismo di massa comincia a guardarmi con interesse sempre maggiore.  Mentre prima mi snobbava, adesso inzia a cercarmi. Quindi, anch’io nel mio piccolo contribuisco al suo miglioramento.”

Resisterai e resterai integro?

” Ho 47 anni, non credo di cambiare più di tanto, io accompagno gruppi tutto l’anno e anche numerosi, ma lascio la mia impronta comunque, se vengono con me devono godersi la giornata a piedi, non c’è orario, non ci sono tappe forzate e la gente si rilassa. Per me già questo è una vittoria, in più si lamentano che il tempo è poco per stare qui in natura,  questo è sicuramente il mio trionfo”!

Dopo queste parole, ritorneremo ai nostri frenetici ritmi con addosso l’odore degli alberi, i colori del cielo e il calore dei raggi solari e con il proponimento di prendere l’abitudine di rifugiargi spesso nel verde ibleo per assorbire da questi ambienti tranquilli, la tranquillità che a loro volta donano alla nostra mente,  permettendoci  di entrare meglio in contatto con noi stessi.

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