testaAttualmente diffuso in Sicilia. Molto conosciuto ed usato nell’alimentazione per secoli, poi dimenticato in epoca moderna. Il suo impiego culinario oggi è limitato a zone ristrette, dove ancora esiste una cultura culinaria arcaica. Pertanto se siete tipi curiosi e intraprendenti anche in cucina e amate sperimentare sapori diversi dal solito, allora le erbe spontanee e comuni nei nostri campi possono riservarvi più di una sorpresa, come nel caso del Cardo mariano, apprezzatissimo in fitoterapia ma gustoso anche nel piatto, sia cotto che crudo, di cui si consumano quasi tutte le parti, tolte le spine.

I cardi selvatici sono delle robuste piante tutte appartenenti alla grande famiglia botanica delle Asteraceae, spesso di forme e 228n67700j22k22ut8bmspecie distinte, ma tutte accomunate dalla vistosa presenza di spine più o meno terribili. Era coltivato già al tempo dei Romani. Plinio, nella sua Storia Naturale, lo annovera fra gli ortaggi pregiati.  Da un punto di vista storico, dunque è una pianta molto antica.

Questo robusto antenato del carciofo e dei cardi coltivati, ha come habitat preferito i margini delle strade, ma è frequente anche nei terreni incolti e nelle radure erbose. Questo nobile ortaggio spontaneo è a diffusione pressoché mediterranea. I cardi e le specie similari sono delle erbe apparentemente insignificanti, che si cerca di schivare durante una passeggiata all’aria aperta, invece sono lì, create da madre natura per ciò che rappresentano per la scienza e per ciò che determinati palati possono apprezzare. Fritti in pastella sono dei secondi piatti comunissimi in tutta la cucina siciliana. Un altro esempio davvero gustoso: la frittata, che vi invitiamo a provare.

Senza nome-3Pulite i cardi eliminando la parte della radice e le foglie esterne. Per fare questa operazione vi consigliamo di usare dei guanti perché sono molto pungenti. Lavateli accuratamente e cuoceteli in acqua salata in cui avrete disciolto un cucchiaio di dado granulare. Scolate i cardi e fateli raffreddare. In una ciotola sbattete le uova insieme al formaggio grattugiato o al caciocavallo e al pangrattato. Tagliuzzate i cardi e aggiungeteli al composto di uova, amalgamandoli bene. Ungete con l’olio il fondo di una padella antiaderente da 20-22 cm di diametro, versatevi il composto ottenuto e livellate. Ponete la padella sul fuoco a fiamma bassa in modo che la frittata possa cuocersi gradatamente. Appena la frittata comincerà a solidificare, capovolgete su un piatto e rovesciatela per completare la cottura. Servitela calda.

Un’avvertenza da non sottovalutare, cercate di evitare di cogliere il cardo vicino a strade perché consumare una pianta che cresce a fianco di una carreggiata è tutto fuorché salutare e una curiosità: è il simbolo della Scozia. La leggenda racconta che un gruppo di vichinghi stavano per sorprendere nel sonno degli scozzesi; ma l’agguato fallì in quanto un invasore calpestando col piede nudo un cardo si mise a gridare. Negli stendardi scozzesi infatti il cardo viene associato ad un motto latino nemo me impune lacessit, ovvero: nessuno mi provocherà senza rimaner impunito.

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