testaLa luce del sole splende sull’acqua di questo mare ragusano. Passeggiando sulla battigia lo sguardo si perde lontano nel limpido orizzonte. L’acqua delle onde sorprendentemente linda e cristallina va e viene bagnando le suole delle mie scarpe. I raggi del sole si inebriano di mille riflessi tumultuosi. Non sono la sola che assapora questo preludio estivo. I primi turisti si affacciano sul lungomare di Marina di Ragusa. Si distinguono immediatamente dai locali. Sono armata di macchina fotografica e registratore, pronta a cogliere le emozioni di questi nuovi ospiti che respirano lentamente per assaporare meglio tutta l’essenza della vacanza, mentre l’impertinenza del vento rinfrescante scompiglia  loro le chiome. Rubo alcune frasi per distinguerne la provenienza. Scarto immediatamente inglesi, tedescmarinahi e americani, non potrei comunicare, sono lingue per me ostiche. Mi tuffo invece con ansia nei vari accenti italiani e li affronto. Da dove arrivate?Genova. Vengo in Sicilia spesso per lavoro, alcuni colleghi mi hanno parlato bene di questa zona e ho voluto conoscerla insieme a mia moglie. È la prima volta che veniamo a Marina. È molto carina, siamo contenti di questa scelta. Abbiamo già visitato altre zone di Trapani o Agrigento ma le abbiamo trovate meno belle. Zone degradate, spiagge splendide ma abbandonate, con sporcizia varia, non sono un belvedere”.

“Io sono siciliana, vengo da Caltanissetta, ma tutte le volte che posso scappo qui per il fine settimana. Ragusa è troppo bella, nel contesto siciliano è una città anomala sotto tanti punti di vista e tutti positivi. Per esempio il profilo economico, poi la mentalità, è pulita e vi si vive bene. C’è molta coomarina23perazione, si valorizza meglio il territorio, di conseguenza tutto acquista più valore. Caltanissetta ha molte potenzialità ma non vengono sfruttate”.

Un ragazzo munito di cuffiette, lattina di Coca e sorriso, mi avvicina. È incuriosito dal mio far domande. Vuole sapere perché fermo i passanti. Ne approfitto e sfoggio il mio adorato francese. Scopro la sua provenienza: Lione, ma tunisino d’origine. È un vero turista, viaggia da cinque mesi, ha fatto tappa a Parigi, Monaco, Ginevra, Napoli, Catania e Marina di Ragusa. Qui, mi spiega, abita un pezzo della sua famiglia, dei cugini. Fa il parrucchiere, accumula tutti i giorni di ferie e poi viaggia, una settimana qua e quindici giorni là a seconda delle esperienze e delle emozioni.

Dopo questo incantevole pezzetto di mare, mi sposto in un luogo reso famoso dalla potenza della televisione. Il caratteristico borgo di pescatori di Punta Secca, proteso sul mare d’Africa, in pieno sole primaverile, gode di tutta la meritata fama legata alla villa sulla spiaggia da cui l’eccentrico commissario Montalbano guarda il mare. Diventata oggetto di culto in cui si può anche soggiornare poiché, da qualche tempo, è un Bed and Breakfast, dista pochi metri dal mare e si affaccia sulla piazzetta con la Torre Scalambri, del XVI secolo. Nonostante questo pezzetto di storia i turisti però preferiscono per evidenti motivi di notorietà, scattare foto davanti alla facciata dell’abitazione del poliziotto frutto della fantasia di Andrea Camilleri.

montalbano“Moi, j’e habite à Londra mais je suis française. Sono fortunata, la prima ragazza con cappello di paglia e bicicletta, che sfrontatamente ho fermato, è una turista francese, dunque posso conversare. Viene a Punta Secca da tre anni e la adora. “È tranquilla, il mare è bellissimo, la sabbia è fine e dorata, per me è diventata una meta obbligatoria”. Il primo soggiorno lo ha fatto proprio nella “casa” di Montalbano.

Certo quando si vedono certe immagini alla televisione viene voglia di viverle personalmente – dice una coppia di Livorno – ma noi ci saremmo venuti ugualmente da queste parti”.

Invece questa simpatica famigliola veneta c’è venuta di proposito: “ Siamo a Punta Secca, indubbiamente per lo sceneggiato di Montalbano, è la punta di attrazione”. Anche il gruppo di ciclisti di Torino che soggiornano al Club Med di Kamarina non possono sfuggire al fascino del Commissario Montalbano e mi chiedono di immortalarli fieri e abbronzati davanti alla famosissima balconata. “Sono una fan del commissario e ho unito le due cose: vacanza e passione, il posto è esattamente come nella fiction, non mi ha delusa, probabilmente è anche il periodo giusto, è tranquillo, poco affollato, tutto è molto bello ”.

“Noi, veniamo da Lecco. Abbiamo scelto Punta Secca e i suoi dintorni perché i siciliani sono molto ospitali. Ci fermiamo solo pochi giorni. Abbiamo chiamato ieri sera alle 20.00 e si sono subito prodigati e una volta qui, sembra di essere a casa”.

“Io sto visitando la Sicilia, a tappe, dopo San Vito Lo Capo e Siracusa, sono arrivato a Punta Secca quindici giorni fa e riparto domani. La Sicilia è tutta bella ma questo angolo di storia e arte barocca è imparagonabile”.

“La Sicilia offre talmente tante cose da vedere che bisogna dilazionarle nel tempo”.

“Punta Secca è un nodo centrale per visitare tutto il barocco siciliano che è unico, poi ha un mare stupendo e la gente è disponibilissima e gentile, è questo il fattore più importante che mi fa ritornare sempre in Sicilia”.

Alla fine di questo breve approccio con i novelli vacanzieri ho capito che non esiste una definizione precisa di zona iblea, proprio perché i sentimenti che ognuno prova sono talmente differenti e così intimi che si può solo pensare di viverli. In conclusione non importa se per i luoghi di Montalbano o per il barocco siciliano, non importa nemmeno dove si alloggia, B&B, Club Med o agriturismo che sia, l’importante è vivere almeno una volta una vacanza nella terra iblea, perché dopo il primo impatto con i colori, i profumi, la storia, l’arte, la gastronomia e l’ospitalità di questi luoghi la nostalgia è talmente forte che il ritorno è garantito.

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