La luce del sole splende sull’acqua di questo mare ragusano. Passeggiando sulla battigia lo sguardo si perde lontano nel limpido orizzonte. L’acqua delle onde sorprendentemente linda e cristallina va e viene bagnando le suole delle mie scarpe. I raggi del sole si inebriano di mille riflessi tumultuosi. Non sono la sola che assapora questo preludio estivo. I primi turisti si affacciano sul lungomare di Marina di Ragusa. Si distinguono immediatamente

Proseguendo il nostro cammino culinario alternativo alle solite polpette di carne, oggi proponiamo un gustosissimo piatto che si presta a essere servito sia come antipasto sia come secondo piatto, e diventa anche uno sfizioso stuzzichino con cui accompagnare l’aperitivo, se le fate molto piccole e le servite infilzate con degli stecchini. Le polpette di ricotta sono una ricetta facile e molto semplice, ma ricordate che per ottenere un buon risultato occorre una

Il Ragusano DOP, storicamente chiamato caciocavallo ragusano, Cosacavaddu, è uno dei formaggi più antichi della produzione locale, deve però essere prodotto con latte di vacche di razza Modicana (divenuta ormai rara e anzi quasi estinta) ed alimentata con essenze foraggere dell’Altopiano ibleo. È chiamato anche Scaluni o Quattru facci per la somiglianza con i mattoni. Molto utilizzato nella preparazione di piatti tipici della gastronomia siciliana per il suo sapore: gradevole,

La masseria è una tipica e straordinaria costruzione rurale, simbolo e monumento della civiltà contadina. Espressione di un’organizzazione geo-economica legata al latifondo, consolidatosi al sud nelle forme feudali della grande proprietà indivisa, possedute prima dai signori feudali ed ecclesiastici ed accaparrate poi dalla borghesia meridionale. La grande proprietà terriera alimentava le rendite delle classi aristocratiche e della borghesia. Erano delle grandi aziende agricole abitate, a volte, anche dai proprietari terrieri,

Attualmente diffuso in Sicilia. Molto conosciuto ed usato nell’alimentazione per secoli, poi dimenticato in epoca moderna. Il suo impiego culinario oggi è limitato a zone ristrette, dove ancora esiste una cultura culinaria arcaica. Pertanto se siete tipi curiosi e intraprendenti anche in cucina e amate sperimentare sapori diversi dal solito, allora le erbe spontanee e comuni nei nostri campi possono riservarvi più di una sorpresa, come nel caso del Cardo

Il rosmarino, nome botanico Rosmarinus officinalis, è una pianta aromatica dalle molte proprietà benefiche, per questo tra le più utilizzate nella preparazione di prodotti cosmetici, compresi i profumi e le acque di colonia. Famosa è l’acqua della Regina di Ungheria, fatta con l’essenza di rosmarino, usata per tonificare e conservare la giovinezza del viso. Ai giorni nostri, questa pianta è adoperata spesso nella produzione di creme, tonici, lozioni e frizioni

La zona iblea è un buon produttore di varietà di frumento, vista l’avversità del territorio? È la prima domanda che rivolgiamo al ricercatore nel campo della cerealicoltura, Nello Blangiforti, della Stazione sperimentale di granicoltura per la Sicilia, sede Santo Pietro di Caltagirone, che ha lo scopo di affrontare i problemi della tecnica agraria in clima caldo arido, per migliorare la produzione, particolarmente quella cerealicola. “ Se parliamo delle varietà migliorate,

Le melanzane, molto presenti nel territorio ibleo sono saporite, facili da cucinare, poco caloriche, versatili, non troppo costose, anche facili da coltivare e molto apprezzate in cucina. Le polpette di melanzane, di cui parleremo oggi, sono un’ottima alternativa vegetariana alle solite polpette di carne. Sono comunque davvero appetitose e risultano essere anche una ricetta poco dispendiosa perché tra gli ingredienti recupera il pane secco avanzato in casa. Preparazione per 4

Il territorio ibleo è diventato una meta molto ambita turisticamente e non solo per il barocco o i luoghi di Montalbano, per questo l’Assessorato al Turismo ha nei giorni scorsi reso noto l’ampliamento delle possibilità di fruizione del patrimonio storico, culturale, naturalistico ed architettonico di cui dispone la città di Ragusa. Un piano che si basa su tre importanti macro-interventi – afferma, durante la conferenza stampa, l’assessore Stefano Martorana –

San Giorgio Cavaliere e San Giovanni Battista, sono entrambi i patroni di Ragusa. Perché? Per rispondere alla domanda bisogna fare un passo indietro: 1693, anno del tremendo terremoto che sconvolse l’intera Sicilia orientale, la città di Ragusa era composta solamente del quartiere barocco di Ibla mentre tutta la restante parte che poi si distinguerà in Ragusa Superiore non esisteva. A quei tempi il patrono era San Giorgio e la chiesa

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